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L'Ufficio Brevetti statunitense volta pagina

by Fabrizio Reale last modified 2006-01-11 17:37

Si preannuncia una rivoluzione nel mondo del software. Fino ad oggi le decisioni in ambito informatico avevano scatenato una serie di conflitti legali legate alla proprietà intellettuale.

Se in Europa i brevetti sui software non sono consentiti, negli USA hanno conosciuto un vero boom durante l'ultimo decenio, anche se i criteri con cui molti di essi sono stati riconosciuti hanno portato alla crescita conseguente delle denunce tra imprese sulle proprietà intellettuali.

La nuova riforma dell'USPTO verterà sostanzialmente su tre principi cardine. Il primo evidenzia la nuova attenzione nei confronti dell'Open Source: grazie alle pressioni di IBM (che da sola ha presentato 3 mila brevetti in un anno) sarà più facile verificare la presenza di conflitti con le tecnologie aperte. Novell, Red Hat e Sourceforge stanno mettendo a punto un sistema che memorizzerà il codice sorgente con la possibilità di ricercarlo elettronicamente. In questo modo sarà possibile assicurarsi che i brevetti verranno emessi solo per le effettive invenzioni software.

Il secondo punto è la realizzazione di un programma sul sito dell'Ufficio che permetterà di fare ricerche e abbonarsi a una newsletter per ricevere email con le domande di brevetto nei settore di interesse.

La terza novità sarà la creazione di un indice di qualità dei brevetti per facilitare la presentazione delle richieste di brevetto. Il software che gestirà questo indice è stato ideato da un docente dell'Università della Pennsylvania esperto di proprietà intellettuale.

Gregory Aharonian, curatore della newsletter sui brevetti Internet Patent News Service, ha criticato la riforma, perchè non si occuperà di revisionare i brevetti già prodotti, ma solo quelli futuri. I Laboratori di Sviluppo Open Source (Open Source Development Laboratories) invece ne sono entusiasti perchè secondo loro questo servirà a ridurre il numero dei brevetti e ad aumentarne la qualità.