Open Source e Web 2.0 per il recupero e il sostegno
- Istituto creatore del progetto: Liceo Scientifico G. B. Quadri di Vicenza, via Carducci, 17
- Categorie a cui ha partecipato: Vicenza.
- Responsabile del progetto: Elisa Spadavecchia
- Descrizione sintetica: Integrazione della piattaforma LMS Open Source “Horde” con i tool cooperativi del Web 2.0 per la creazione, distribuzione e implementazione di un corso di recupero in modalità e-learning integrato in una classe quinta liceo scientifico del Piano Nazionale di Informatica. Il progetto si è svolto in collaborazione con il Liceo Scientifico “G. Da Procida” di Salerno ed è confluito in un progetto più vasto, tuttora in corso, che coinvolge l’area curricolare dell’apprendimento della lingua e civiltà inglese in collaborazione fra tre istituti: il Liceo Scientifico “G.B. Quadri” di Vicenza, il Liceo Scientifico “Edoardo Amaldi” di Alzano Lombardo (Bergamo) e il Liceo Scientifico “G. Da Procida” di Salerno.
- Descrizione del progetto:
- Presentazione
- Come nacque l'idea
- Aspetti organizzativi
- Scelte metodologico-didattiche
- La nozione di Ambiente di apprendimento
- Attività didattiche
- La figura dello studente-utente
- La figura del docente-tutor
- Valutazione del progetto
- Conclusione
- Bibliografia
Presentazione
Il progetto consiste nell’integrazione della piattaforma LMS Open Source “Horde” con i tool cooperativi del Web 2.0 per la creazione, distribuzione e implementazione di un corso di recupero in modalità e-learning integrato in una classe quinta liceo scientifico del Piano Nazionale di Informatica. L’esperienza è stata svolta in collaborazione con il Liceo Scientifico "G. Da Procida" di Salerno ed è confluita in un progetto più vasto, tuttora in corso, che coinvolge l'area curricolare dell'apprendimento della lingua e civiltà inglese in collaborazione fra tre istituti: il Liceo Scientifico "G.B. Quadri" di Vicenza, il Liceo Scientifico "Edoardo Amaldi" di Alzano Lombardo (Bergamo) e il Liceo Scientifico "G. Da Procida" di Salerno.
Come nacque l'idea
L’idea di intraprendere l’esperienza di un corso di recupero a distanza di lingua e letteratura inglese utilizzando il Web nacque nel giugno del 2007 come risposta all’esigenza di consentire a un gruppo di studenti di una classe quarta liceo scientifico del P.N.I. (Piano Nazionale di Informatica) di poter saldare ildebito formativo di inglese accumulato alla fine dell’anno scolastico appena terminato. L’articolo 4 del D.M. N. 42 del 22 maggio 2007 concernente le modalità di attribuzione del credito scolastico e di recupero dei debiti formativi nei corsi di studio di istruzione secondaria superiore afferma che le istituzioni scolastiche, nella loro autonomia didattica ed organizzativa, possono attivare interventi didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi anche a partire dal termine delle lezioni ed individuando "modalità diverse ed innovative, che prevedano collaborazioni esterne, al fine di garantire nelle scelte la centralità
dei bisogni formativi dello studente" [1]. La classe alla quale l’intervento si rivolge è abituata fin dal primo anno di liceo all’uso delle tecnologie nelle attività di apprendimento, verso cui mostra particolare propensione. Essendoci la disponibilità all’avvio di un progetto condiviso da parte di un altro Liceo Scientifico dotato di una piattaforma LMS open source da utilizzare per le attività e la presenza di un’avviata attività di sportello on line svolta su un blog, conosciuta ed apprezzata dagli allievi della scuola, gli studenti con debito
formativo in inglese sono stati invitati a scegliere se avvalersi delle tradizionali attività di recupero come apprendimento individuale, studio assistito, lezioni private oppure, in alternativa ai metodi tradizionali di recupero del debito formativo, optare per la possibilità di partecipare ad un corso di recupero a distanza sul web. Tutti gli studenti di questa classe interessati al recupero del debito formativo in Inglese hanno scelto di avvalersi del corso di recupero a distanza, probabilmente incoraggiati dalla presenza del loro docente come tutor del corso. Il medesimo invito pubblicato sulle news dell’istituto, rivolto direttamente ad altri studenti con la stessa tipologia di debito formativo e senza la mediazione dei docenti di classe, non è stato accolto. Dopo aver seguito una lezione di familiarizzazione tecnologica con gli strumenti e le risorse disponibili sulla piattaforma, gli studenti hanno stipulato un patto formativo con il docente di classe che ha assegnato loro il debito, impegnandosi a partecipare attivamente e responsabilmente alle attività di recupero, ai lavori di gruppo e acconsentendo alla pubblicazione dei loro elaborati da sottoporre a verifica e valutazione nell’ambito del progetto. Gli obiettivi del corso sono:
- recuperare e potenziare le conoscenze e competenze in lingua e letteratura inglese;
- superare le difficoltà di apprendimento di alcune strategie linguistiche;
- riconoscere l’importanza dell’apprendimento cooperativo nella formazione della persona;
- acquisire strumenti didattici nuovi per la scrittura in modalità cooperativa;
- rendere gli studenti attivi e compartecipativi coinvolgendoli in un lavoro di gruppo;
- stimolare il confronto fra pari e lo scaffolding orizzontale.
Le considerazioni contenute in questa relazione sono solo in parte frutto di uno studio scientifico [2]. Esse scaturiscono dall’osservazione di alcune sperimentazioni sulle interazioni corsista/tutor effettuate durante il corso di perfezionamento sul tema "I Metodi e le Tecniche della Formazione in Rete" svoltosi presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze nell’anno accademico 2003/04, dall’esperienza professionale diretta e indiretta [3] svolta nel corso delle attività didattiche e da sperimentazioni pilota come docente di inglese in scuole superiori di diversa collocazione geografica [4].
Aspetti organizzativi
L’approccio scelto è stato di tipo pragmatico: il progetto ha utilizzato le risorse tecnologiche e informatiche disponibili presso la scuola (LAN con connessione Internet ad alta velocità, sistema LMS open-source implementato sul Web in dotazione del Liceo Scientifico “Da Procida” 4 ) con sussidi, materiali e attività liberamente fruibili sul WWW come un weblog fra quelli disponibili gratuitamente 5 oltre a materiali personali, da arricchire man mano sulla base delle necessità degli studenti iscritti al corso di recupero on line. È stato quindi
necessario creare un repository di lezioni e configurare degli accessi alla piattaforma con un nome utente e una password personale per ciascuno degli studenti iscritti al servizio. La fase successiva è stata la preparazione dei documenti:
- stesura dettagliata del progetto e sua pubblicazione sul web;
- comunicazione dell’apertura del servizio agli studenti e ai docenti dei due istituti coinvolti nel progetto;
- creazione di un volantino da distribuire agli studenti con le istruzioni per accedere al servizio;
- formulazione di una scheda di valutazione del progetto in formato on line.
Scelte metodologico-didattiche
L’idea iniziale, alla quale avevo lavorato durante il corso di perfezionamento sui "Metodi e Tecniche della Formazione in Rete" diretto dal prof. Calvani dell’Università di Firenze antecedente l’avvio del progetto, era di motivare lo studente in difficoltà ad utilizzare la Rete [5] preparando dei moduli nei quali guidare lo studente passo dopo passo nel suo percorso di recupero volto ad acquisire le conoscenze, competenze e abilità linguistiche necessarie per riuscire a interagire in una particolare situazione di comunicazione o a
raggiungere un determinato scopo di apprendimento. Questo lavoro così articolato e complesso, anche se indubbiamente utile, mi preoccupava per la difficoltà di reperire i materiali adatti, di costruire attività adeguate, di trovare il tempo per progettare i vari percorsi modulari. Altra considerazione non marginale era la consapevolezza di come, sull’ondata del successo ottenuto su Internet dai servizi del cosiddetto Web 2.0 che vedono un ruolo sempre più attivo di produzione dei contenuti da parte degli utenti attraverso blog, podcasting, social networking e social bookmarking, alcuni autori hanno iniziato sempre più insistentemente a criticare l’approccio alla formazione a distanza basato in via esclusiva sui sistemi LMS (le cosiddette “piattaforme”) e ad auspicare la diffusione di sistemi di nuovo tipo [6]. L’obiettivo da raggiungere per un apprendimento veramente efficace è di integrare diversi tipi di esperienze di acquisizione delle conoscenze, da quelle formali a quelle informali, in vista del cosiddetto lifelong learning. Volevo quindi cercare di integrare l’esperienza del knowledge management in rete e dell’e-learning formale con momenti di e-learning informale perché cosciente delle forti motivazioni che spingono verso il cosiddetto “E-learning 2.0” [7] che presuppone un nuovo modo di concepire l’apprendimento in rete. "In questo "2.0" si evidenzia non tanto un cambiamento tecnico quanto metodologico,
ovvero la possibilità di "essere autori" sul Web (e non più solo "lettori"), attraverso la creazione di blog e di podcast, la condivisione di contenuti "autoprodotti" come documenti, fotografie, video e siti preferiti, attraverso interazioni sociali di ogni tipo" [8]. Grazie ai tools del Web 2.0, le abituali e tradizionali metodologie didattiche a distanza di tipo erogativo si convertono in interazioni fra pari, più stimolanti, attraenti, aperte soprattutto alla cooperazione tra individui e gruppi, elementi di grande importanza nelle dinamiche della
motivazione. Pertanto, ho preferito preparare poche attività da pubblicare su un blog 8 , monitorarne il gradimento e concentrarmi solo su quegli aspetti dell’apprendimento della lingua straniera verso i quali gli studenti manifestavano maggiore difficoltà ed accantonare il resto, anche sulla base di esperienze simili di cui è traccia nella letteratura specialistica [9]. Questa scelta si è dimostrata molto valida ed è stata confermata dal gradimento degli utenti nel feedback sul progetto.
La nozione di Ambiente di apprendimento
La scelta di privilegiare tecnologie cosiddette open source integrandole con tools liberamente fruibili sul web 2.0 è stata dettata fondamentalmente dalle seguenti ragioni:
- indubitabile vantaggio economico per istituzioni sempre poco dotate di risorse;
- maggiore affidabilità, flessibilità e più ampie possibilità di customizzazione;
- rispondenza alle recenti direttive ministeriali sull’uso del software nella pubblica amministrazione;
- possibilità di partecipare allo sviluppo della conoscenza secondo una filosofia non privatistica ma su base cooperativa e condivisa, di tipo formale e informale;
- semplicità d’uso, infatti sia la piattaforma che il blog si caratterizzano per la facilità di installazione, gestione e fruizione anche per utenti non particolarmente esperti o con scarsa familiarità con la formazione a distanza, sia nel ruolo del docente che in quello di studente;
- accessibilità, poiché si tratta di strumenti web-based e quindi richiedono all’utente solo l’uso di un browser Internet;
- carattere di strumenti orientati a modelli formativi che si rifanno al cooperative e-learning grazie alle funzioni di condivisione e produzione collaborativa.
Horde, il software da cui è stata implementata la piattaforma usata per le attività di recupero, è un sistema che permette la comunicazione in rete, l’interazione fra i partecipanti a diversi livelli e con diverse modalità, il lavoro e l’apprendimento collaborativo, la produzione e condivisione di materiali e altro ancora. Uno dei suoi punti di forza è indubbiamente la sua ergonomia, essendo
il suo utilizzo molto semplice ed intuitivo. Le figure previste dalla piattaforma, con differenti funzioni, compiti e diritti sono:
- l’amministratore della piattaforma,
- l’utente del corso,
- il moderatore del forum.
Un’importanza e uno spazio particolari sono assegnati al gruppo di lavoro, in particolare strumenti e aree di lavoro del gruppo sono:
- l’area "lavori",
- il forum di gruppo con lo spazio di lavoro del gruppo,
- l’area "wiki",
- uno spazio pubblico sul web,
- l’area personale.
L'area dei lavori condivisi in piattaforma
Le discussioni nel forum
L’uso del blog, invece, risponde all’esigenza di uno spazio di apprendimento e condivisione di tipo informale che consente maggiori interazioni fra pari, più stimolanti e accattivanti di quelle in un forum, spazi virtuali aperti alla cooperazione e collaborazione tra individui e gruppi, elementi affatto trascurabili nelle dinamiche della motivazione. Con l’uso di entrambe le due differenti metodologie di interazione, si materializza la possibilità di integrare l’apprendimento formale con quello informale secondo le indicazioni ultime dell’e-learning integrato al web 2.0.
Il blog di supporto alla piattaforma
Attività didattiche
Oltre ai contenuti didattici depositati in parte nel repository della piattaforma, il corso è stato corredato da alcuni post sul blog di supporto e da svariate attività sia di tipo individuale che collaborativo, scelte dal docente con l’obiettivo di predisporre di strumenti di verifica in itinere e finali.
Per quanto concerne le attività di tipo individuale, agli studenti è stato richiesto di caricare degli elaborati in piattaforma in risposta ad una richiesta didattica del docente, che sono stati poi revisionati, discussi e commentati nel forum dedicato. La piattaforma mantiene memoria del momento in cui è stato caricato un file e permette al docente di fare pervenire il suo feedback sul lavoro svolto anche in forma privata.
Tra le attività di tipo collaborativo nella piattaforma è doveroso citare il wiki, strumento di scrittura collettiva on line per eccellenza. Il suo utilizzo avrebbe dovuto consentire agli studenti di effettuare un lavoro di gruppo a distanza, ma probabilmente a causa dell’esiguo tempo a disposizione e per il timore che potesse essere un’occasione dispersiva che avrebbe potuto distrarre gli studenti dall’obiettivo principale di terminare con successo il corso di recupero, non è stato utilizzato.
Per quanto riguarda la creazione di luoghi comunicativi virtuali, sono stati utilizzati il forum della piattaforma, moderato dal docente, e il blog. Il forum, come sovente avviene, si è trasformato in breve tempo in luogo virtuale di discussione e condivisione di problemi e strumenti per valutare il lavoro svolto in modo paritario. La piattaforma prevede la notifica via e-mail dei nuovi messaggi nel forum.
Il blog è stato invece finalizzato ad una comunicazione più informale e immediata, in grado di favorire la socializzazione e la riflessione in contesti più accattivanti per gli adolescenti poiché più vicini alla loro esperienza di "new millennium learners", quasi tutti appassionati bloggers e navigatori della blogosfera.
La figura dello studente-utente
La semplicità degli strumenti tecnologici messi a disposizione degli studenti e la loro familiarità con essi hanno dato loro la possibilità di utilizzare la piattaforma e tutte le sue funzionalità con minimo sforzo. I cinque studenti individuati per il corso di recupero hanno frequentato agevolmente tutti gli ambienti predisposti sulla piattaforma e il blog, anche se, nella maggior parte dei casi, il ruolo propositivo è stato prerogativa del docente, mentre gli alunni si sono limitati alla consultazione dei materiali ed alla partecipazione alle attività predisposte. In qualche caso, è stata necessaria qualche telefonata o un sms per raccomandare il rispetto dei tempi e delle scadenze nell’esecuzione delle consegne. Tuttavia, l’uso delle nuove tecnologie informatiche ha convertito le abituali e tradizionali metodologie didattiche di tipo teacher-centred in interazioni fra pari più stimolanti, attraenti, aperte alla cooperazione fra individui, elementi non trascurabili nelle dinamiche della motivazione. Integrando adeguati strumenti tecnologici per l’apprendimento formale (LMS) e informale
(blog), è stato possibile realizzare un percorso didattico di recupero ad hoc e personalizzato in grado di ampliare in modo significativo le possibilità di sviluppo e recupero delle potenzialità cognitive degli alunni più deboli, nell’ottica di un’offerta maggiormente estesa finalizzata al raggiungimento di una più vasta gamma di obiettivi. Dal punto di vista dell’interazione collettiva, l’uso delle nuove tecnologie permette, infatti, di:
- avvicinare alunni e docenti in un processo paritario e parallelo di acquisizione di nuovi strumenti di espressione e comunicazione a livello tecnologico;
- favorire la creazione di un percorso individualizzato dell’apprendimento difficilmente perseguibile attraverso le metodologie tradizionali in un periodo particolare come le vacanze estive;
- offrire maggiori opportunità di collaborazione e di sviluppo di sinergie tra allievi della stessa classe;
- creare, attraverso la condivisione del sapere, maggiore aggregazione e di conseguenza rafforzare la motivazione e il senso di appartenenza al gruppo;
- consentire una maggiore autonomia nei tempi e nei percorsi del proprio apprendimento;
- facilitare l’integrazione degli alunni più deboli stimolandoli alla partecipazione ad attività che possano garantire il loro inserimento, nel rispetto dei livelli di partenza, nel gruppo classe;
- promuovere nuovi interessi e motivazioni mediante l’uso di strumenti che possiedono delle caratteristiche verso cui i giovani mostrano particolare propensione;
- sviluppare le potenzialità di tutti gli alunni fornendo nuove ed alternative occasioni di apprendimento, formazione e autonomia personale e sociale;
- aumentare in maniera significativa i livelli di profitto mediante l’impiego di strumenti che vadano ad affiancarsi a quelli tradizionali, integrandosi in una pluralità di opportunità didattiche;
- stimolare lo sviluppo di una competenza digitale attraverso la conoscenza e l’uso del computer per scopi di apprendimento, strumento non da temere o demonizzare ma da considerare come ulteriore mezzo o opportunità da utilizzare per tutto l’arco della vita per migliorare la proprie conoscenze, competenze e capacità e come strumento utile per l’inserimento nella società e nella vita professionale.
In alcuni casi, la frequenza del corso on line ha contribuito a migliorare il senso di autostima relativamente alla capacità di superare le difficoltà, anche perché lo studente che discute sul forum o nel blog di come risolvere un suo problema d’apprendimento ha la percezione che i propri dubbi non sono quasi mai individuali ma coinvolgono anche una fetta consistente di studenti, e in questo caso la sua richiesta di chiarimenti rende un servizio alla comunità. Inoltre, la conoscenza degli strumenti e degli ambienti della piattaforma ha dato l’opportunità a questi studenti “deboli” di fare da tutor/facilitatori ai propri compagni di scuola in un successivo progetto di e-learning che coinvolge l’intero gruppo classe durante l’anno scolastico in corso.
La figura del docente-tutor
La facilità di utilizzo delle tecnologie impiegate per la realizzazione del progetto ha permesso al docente di essere coinvolto in maniera semplice e immediata nella gestione del corso.
Una prima conseguenza evidente che scaturisce dalle considerazioni emerse fino a questo momento è che la figura del docente assume connotazioni diverse da quelle tradizionali, in quanto diventa tutor, assistente e facilitatore, senza intervenire direttamente nelle scelte degli studenti ma solo orientandoli. Nel rapporto a distanza vengono meno i fattori di asimmetria nel relazionarsi, gli eventuali conflitti di personalità, il ruolo di persona che giudica la performance perché il docente impara a utilizzare le tecnologie insieme ai suoi alunni. Sono inoltre ridotti alcuni fattori di timidezza ed emotività che possono essere paralizzanti per alcuni studenti e che, comunque, condizionano pesantemente il lavoro di molti adolescenti nelle attività di apprendimento in presenza. Nelle scelte del percorso di recupero non hanno più influenza gli eventuali pregiudizi
dell’insegnante, quindi il percorso di apprendimento può diventare più flessibile ed autonomo.
Un’altra importante considerazione scaturisce dalla possibilità di condivisione dei materiali e dalla collocazione del docente e degli studenti su un livello paritario nella piattaforma, che dà agli studenti una percezione diversa del rapporto con il docente, oltre a dare loro l’opportunità di condividere, modificare e adattare il suo lavoro, finalmente ben visibile e a disposizione degli utenti.
L’uso delle tecnologie, grazie alla loro trasparenza e alla possibilità di condivisione, fa emergere in piena luce il copioso lavoro sommerso di preparazione delle lezioni e correzione delle verifiche da parte dei docenti al di là dell’orario di lezione, spesso misconosciuto da parte di studenti e famiglie.
A quel punto, il compito più difficile da assolvere è stato quello di trovare il modo più consono di umanizzare la dimensione virtuale del rapporto a distanza con gli studenti, soprattutto attraverso lo sfruttamento delle potenzialità del blog.
Valutazione del progetto
Questa fase ha richiesto inizialmente l’implementazione di un questionario di valutazione che, grazie al “Generatore di questionari on line” messo a disposizione dal Prof. Roberto Trinchero presso il sito del FAR (Formazione Aperta in Rete) dell’Università di Torino, è stato predisposto in formato on line.
La valutazione fornita dal questionario è stata largamente positiva. Oltre al riconoscimento della validità del progetto ai fini della predisposizione di una forma alternativa nella didattica del recupero, è stato suggerito di estendere l’esperienza a tutta la classe e di integrarla nell’attività curricolare durante l’ultimo anno di liceo in vista della preparazione agli esami di stato. Solo uno studente su cinque si è espresso negativamente riguardo all’utilità dell’iniziativa sul piano culturale e didattico, mentre un altro non ha giudicato sufficientemente chiara la qualità dell’esposizione.
Gli aspetti positivi dell’esperienza possono essere schematizzati come segue:
- effettivo allargamento dell’offerta formativa senza l’impiego di particolari risorse finanziarie;
- marcato interesse verso lo studio compensativo della letteratura;
- efficacia delle azioni di recupero e potenziamento;
- effettivo sviluppo dell’autonomia di apprendimento e della gestione autonoma di tempi, spazi, materiali di studio;
- miglioramento, in alcuni casi accertati, delle abilità linguistiche;
- aumento della motivazione allo studio della lingua e/o dell’uso della tecnologia per scopi di apprendimento in alunni precedentemente poco motivati.
Gli aspetti negativi dell’esperienza possono essere riassunti nel modo seguente:
- necessità per il docente di continuare regolarmente a produrre materiali per mantenere alto l’interesse degli utenti;
- grosso sforzo organizzativo e di tempo impiegato ricompensato dalla semplice soddisfazione personale e professionale;
- necessità di umanizzare il più possibile il rapporto virtuale che si instaura con gli e-learners;
- rischio del “silenzio in rete”: bisogna essere sempre pronti ad intervenire con azioni di supporto per stimolare la partecipazione;
- difficoltà nel rispetto dei tempi e delle scadenze, qualche volta è stato necessario intervenire in modo energico per garantire l’esecuzione delle consegne nei tempi prestabiliti.
Conclusione
Pur non pretendendo di dare una risposta universalmente valida al problema dell’efficacia dell’introduzione delle tecnologie Open Source e del Web 2.0 nella didattica, l’esperienza di cui si occupa questo progetto mette in evidenza che, almeno in alcune attività particolari come il recupero e il potenziamento, la loro progressiva introduzione offre nuove opportunità di insegnamento e modalità di apprendimento. Ciò non significa che essere capaci di usare le tecnologie porti automaticamente all’acquisizione di una vera competenza digitale come quella richiesta nell’obbligo di istruzione in vigore dal 1° settembre 2007 nella
normativa italiana [10], tuttavia l’uso dello strumento offre maggiori opportunità che possono essere colte esattamente allo stesso modo in cui un ricco bagaglio semantico-lessicale può favorire più profonde capacità di pensiero. Il successo e l’efficacia del corso di recupero on line sono andati oltre le mie più rosee aspettative, quattro studenti su cinque hanno completato il percorso con successo e non hanno fino a questo momento manifestato particolari problemi nell’apprendimento della disciplina. Gli studenti hanno inoltre convinto i compagni a creare uno spazio di apprendimento per tutta la classe durante l’anno scolastico come integrazione alla didattica tradizionale e valido supporto alle attività di studio domestico. Dalla loro esperienza è quindi scaturito un progetto più vasto, tuttora in corso, che coinvolge l'area curricolare dell'apprendimento della lingua e civiltà inglese in collaborazione fra tre istituti: il Liceo Scientifico "G.B. Quadri" di Vicenza, il Liceo Scientifico "Edoardo Amaldi" di Alzano Lombardo (Bergamo) e il Liceo Scientifico "G. Da Procida" di Salerno.
La sfida che adesso si prospetta è di riuscire a mantenere vivo l’interesse verso quest’attività dopo la curiosità suscitata dalla novità di un tale progetto nella scuola secondaria e perpetuare questo successo nel tempo, proseguendolo e adattandolo anche sulla base delle osservazioni e dei consigli forniti dagli utenti.
Bibliografia
[1] MPI – Dipartimento per l’istruzione D.G. ordinamenti scolastici, 2007, Decreto Ministeriale N. 42 del 22 maggio 2007, in La Tecnica della Scuola N. 20 del 1 giugno 2007.
[2] Trentin G., 2004, Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze, AIF.
[3] Guarguaglini M. G., 2004, Oltre il blog: il sito di classe, Liceo Scientifico Ulisse Dini, Pisa.
[4] Spadavecchia E., 2007, L’uso del blog nella glottodidattica: dimensioni e implicazioni, in lend – lingua e nuova didattica n. 1 di gennaio 2007, Mediaprint.
[5] Chianura E., Spadavecchia E., Catalani P., Cirilli E., Fontanarosa G., Locurcio G., 2004, Strategie per rilevare e analizzare il grado di motivazione presente in un gruppo di e-learners, in CD degli atti del Convegno Expo E-Learning 2004, Ferrara.
[6] Cross J., 2006, Informal Learning, Rediscovering the Natural Pathways That Inspire Innovation and Performance, Pfeiffer.
[7] Downes, S. 2005, E-learning 2.0., sul web all’URL http://www.elearnmag.org/subpage.cfm?section=articles&article=29-1.
[8] Fini A., 2007, Verso l’e-learning 2.0, dal formale all’informale: LTEver: un learning landscape per una comunità online, in Atti di Didamatica 2007, Asterisco.
[9] Calvani A., Rotta M., 1999, Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson.
[10] MPI, 2007, Il nuovo obbligo di istruzione: cosa cambia?, Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ex Indire), Firenze.