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Brevetti software: 648 contrari e 14 favorevoli

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Oggi, 6 luglio 2005, la contestatissima direttiva sulla brevettabilità dei software è stata bocciata, provocando la felicità dei sostenitori dell'Open Source e facendo crollare le speranze dei gruppi pro-lobby.
La proposta, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europea, essendo stata presentata in seconda lettura, non potrà essere ripresentata. Tuttavia la Commissione ha già annunciato di non voler farne una nuova. Il voto è stato ritenuto un esempio di democrazia europea, in cui è stata ascoltata prima di tutto la voce della popolazione europea e non la pressione imposta dalle multinazionali.

La direttiva, sostenuta dalle grandi industrie, che hanno fatto un intenso lavoro di lobbyng, prevedeva un sistema di brevetti per proteggere l'invenzione che utilizza i programmi informatici e gli stessi programmi.

I sostenitori dei software "Open Source", tra i quali figurano le migliaia di piccole e medie imprese, auspicano invece che i brevetti siano limitati alle invenzioni stesse, lasciando i software di base senza protezione e dunque a disposizione di altri utenti.

Pare dunque che con questa votazione il dibattito, che negli ultimi mesi aveva toccato dei livelli di tensione altissimi, sia giunto ad un termine. In realtà questa è solo una vittoria, anche se importante, nella lotta quotidiana che le piccole imprese e gli sviluppatori combattono contro le grandi multinazionali. Da notare comunque il grande impegno dimostrato dalle associazioni Open Source: piccole ma tante, così numerose da riuscire a farsi ascoltare. Come dire, l'ennesima vittoria di Davide contro Golia.